10 Giugno 2005

ore 21.00


Teatro de l'Ascolto

Via Veientana 5/A

(Cassia - Grottarossa)

 

Cipriana Smarandescu

clavicembalo


 


 D. Scarlatti - 6 Sonate


re minore K 141 Toccata (Allegro)

re minore K 52 Andante moderato

re minore K 64 Gavota (Allegro)

si minore K 27 Allegro

fa minore K 69

fa minore K 239 Allegro


G. Fr. Haendel - Suite VII in sol minore


Ouverture (Largo – Presto – Largo) – Andante – Allegro

Sarabande – Gigue – Preludio – Passacaille - Menuetto


 J. S. Bach - Partita I in Si b Maggiore BWV 825


Praeludium – Allemande – Corrente – Sarabande – Menuet I, II, I - Gigue

  

J. S. Bach - Toccata in mi minore BWV 914



Biglietti: 9 € intero, 6 € ridotto

informazioni e prenotazioni: 06.332.51.656

 

 

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Note al programma


Poche volte è accaduto, nella storia dell’arte, che una coincidenza potesse essere presagio di tale straordinario svolgimento futuro del corso del pensiero e dell’espressione umana come quella che vide compiersi nel lontano anno 1685.


Uno singolare caso volle che nel medesimo anno nascessero tre fra i maggiori e originali esponenti del barocco musicale europeo: Domenico Scarlatti, Georg Friedrich Haendel e Johann Sebastian Bach. La grandezza e l’importanza di questi compositori può essere senza dubbio ricercata - tra l’altro - seguendo i solchi che ciascuno di essi tracciò in una possibile direzione del linguaggio e della tecnica musicale.


Domenico Scarlatti - compositore napoletano - il quale visse dal 1719 in poi prima in Portogallo presso la corte del re Giovanni V e poi dal 1729 presso la corte dell’Infante Maria Barbara, in seguito Regina di Spagna, con la sua magistrale tecnica strumentale segnò il primo limite e con esso il primo nuovo seme delle possibiltà virtuosistiche della tastiera. Non solo, alle scintillanti difficoltà puramente tecniche della tastiera, egli seppe unire una continua e cangiante ricerca ritmica, armonica e timbrica (mutuando senza dubbio anche l’influenza della musica della penisola iberica), nonchè cristallizzare il prototipo della moderna sonata strumentale.


Georg  Friederich Haendel, compositore tedesco di nascita ma inglese di adozione, riuscì a combinare magistralmente la sua formazione anglosassone con la tradizione melodica e drammatica più tipica dell’area mediterranea esprimendosi sopratutto nel genere operistico al quale diede rinnovato splendore. Del suo intenso studio della musica italiana si ritrovano forti echi anche nel repertorio strumentale ove un attento bilanciamento tra cantabilità delle sue melodie e drammaticità dei costrutti armonici ricreano alternanze di affetti in perfette forme.


Johann Sebastian Bach deve il suo speciale posto nell’intera storia dell’espressione musicale europea alla sua inesauribile capacità nell’esplorare sempre nuove e originali soluzioni partendo dalla già importantissima tradizione a lui fin lì pervenuta e alla straordinaria grandezza nonchè profondità della sua sintesi musicale. Nelle sue mani, qualsiasi forma del passato più vicino come per esempio la danza elemento base delle Suites (chiamate anche Partite) o più remoto — come la Toccate (composizioni per tastiera di carattere virtuosistico che vedono l’organista Bach volgere un attento sguardo al nostro Girolamo Frescobaldi) - rinasce e si rinvigorisce in una originale stilizzazione che porta la sua indelebile firma.




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